Rover Journey Portogallo – Giorno 6

La nostra Rover Journey volge al termine. Questa è l’ultima sera che passiamo in viaggio e il nostro mood è un po’ malinconico. Non potrebbe essere altrimenti, dopo le belle avventure che abbiamo passato insieme.

Siamo tornati a Porto Covo. Oggi comincia un festival della musica definito da Giampaolo come “il più grande del mondo”. Non sono un grande amatore di questi festival ma se la più grande di queste manifestazioni raccoglie un massimo di due-trecento persone…

Ah, magari potessimo avere un euro per ogni “sparata” di Giampaolo clamorosamente smentita dai fatti…

In mattinata siamo stati accolti da nuvole basse e vento forte: un chiaro invito a metterci in viaggio verso la nostra ultima destinazione, Faro. Dopo una piccola sosta nell bella città di Lagos, siamo arrivati alla affollata spiaggia di Faro.

Arrivati lì, Massimiliano ha deciso senza esitazione di snobbare la spiaggia per la ricerca di un punto Wi-Fi, mentre invece io e Giampaolo abbiamo voluto constatare in prima persona con un bagno in piena regola.

Ciò nonostante, abbiamo deciso di dare alla costa sud una nuova chance e ci siamo diretti verso la spiaggia di Marinha. La location si è rivelata una delle più suggestive del viaggio, ma la quantità di turisti era incompatibile con il nostro DNA.

Il bagno è stato comunque di un ottimo livello.

Dopo Marinha, ci siamo diretto verso Ilha do Passegeiro per un ultima sfida contro le onde dell’oceano.

(Mentre scrivo, Giampaolo è tornato in macchina con l’idea di andare a dormire in spiaggia; l’unico risultato è stato girare a vuoto e perdere il nostro posto nell’area adibita alla sosta dei camper/caravan)

Sarà difficile piantare le tende stanotte. Si preannuncia una lunga nottata in caravan…

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Rover Journey Portogallo – Giorno 5

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Praia do Amado.

Quest’oggi (ieri n.d.r.) abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi: sveglia nella tarda mattinata, visita ad almeno un paio di spiagge, e cena a Sagres prima di trovarne un’altra per un pernotto selvaggio.

In mattinata, Giampaolo ha dovuto sfoggiare tutto il suo savoir-faire con un paio di poliziotti per evitare di farci incappare in una multa, dato che non era permesso campeggiare nel posto in cui abbiamo passato la notte, a Porto Covo. Dio benedica i tutti paraculi insieme al loro re: Giampaolo Longhi.

Il pomeriggio ci ha riservato due bellissime spiagge con altre onde da domare, sole caldo e cielo blu. Una vista ormai rara per chi come me si è trasferito al Nord Europa.

Lasciato l’Alentejo, siamo entrati in Algarve, la regione più a Sud del Portogallo. Per allietare il viaggio, abbiamo iniziato delle lezioni di portoghese con Duolingo. La verità è che sia io che Massimiliano troviamo veramente difficile sopportare il livello imbarazzante e maccheronico del portoghese di Giampaolo. Non che il suo inglese sia migliore.

Il tempo trascorso dalla mia ultima vera vacanza al mare, nel 2011, ha fatto sì che mi dimenticassi tutti quei piccoli fastidi della vita in spiaggia: la sabbia sul corpo mentre ti spalmi la crema solare, l’asciugamani che vola via se non sei seduto, il cibo insabbiato, la sabbia che ti scotta i piedi, la voglia di giocare a beach-volley eccetera… sensazioni che sono diventate “aliene” col passare degli anni.

Stanotte saremo a Praia da Igrina, a pochi chilometri da Sagres. Il vento tira forte e spinge il mare a infrangersi contro le scogliere che incastonano questa piccola spiaggia. L’oceano sembra non essere contento dell’esistenza di questa lingua di terra che si espande in direzione sud-ovest, e per ripicca la sferza con correnti costanti di acqua e vento.

Dopo un’ottima cena a base di pesce, con tanto di gesto generosissimo da parte dell’avvocato Pastore che ha strisciato la carta di credito per la nostra salvezza, è tempo di parcheggiare il caravan e piantare, ben fissate a terra, le nostre tende. 

La terra rossa ai nostri piedi mi ricorda un po’ la regione de “la Rioja”, in Spagna sul Cammino, nonostante si trovi all’esatto opposto della penisola iberica. Il pensiero di quel pellegrinaggio (raccontato anche su questo blog) è diventato sempre più ricorrente e il fatto che non debba tornare a lavoro al mio rientro mi permette di sviluppare idee interessanti per il futuro. 

Questo viaggio sta ricaricando delle batterie che temevo fossero ormai a fine vita. Nel caso in cui alcuni di questi programmi si realizzassero nei prossimi mesi, mi sentirei sicuramente in debito con questo bel paese. 

La nostra Rover Journey non durerà ancora per molto tempo e, come in ogni viaggio, il suo valore ci sarà chiaro solo quando sarà finito nei nostri ricordi.

Verrà a portarci sollievo in un momento difficile, nel futuro, o a renderci malinconici perché saremo coscienti di non poterlo mai più ripetere?

Come si usa dire in questi casi: ai posteri l’ardua sentenza.

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Rover Journey Portogallo – Giorno 4

Vista dalla tenda.

Vista dalla tenda.

Aprire il copri-tenda e trovarsi di fronte un’altalena e dopo di questa l’oceano: è così che ci siamo svegliati stamani dopo una bella serata sulla spiaggia. Il forte vento non ci ha permesso di dormire indisturbati ma soltanto di acuire diversi dolori alla schiena e al collo che abbiamo ereditato dalla lezione di surf a Costa de Caparica.

Un bagno nell’oceano ci ha permesso di resettare dolori e cervello, prima di metterci in viaggio verso l’Alentejo. Una volta presa la strada che connette tutte le spiagge tra di loro, il gioco è fatto.

Dopo una sosta pranzo a Setubal, con calamaro fritto e baccalà, la prima tappa “bagnone” (per dirla alla Giampaolo) è stata la Costa de Santo André. Bellissima spiaggia con delle dune che dividono la violenza dell’oceano dalla tranquillità della laguna. 

Per la prima volta ho dovuto affrontare delle onde più alte di me che si infrangevano senza sosta contro il ripido bagnasciuga. Una lotta continua e divertente, ma estenuante. Spesso mi sono ritrovato a rotolare nell’acqua, trascinato dalla potenza delle onde, o a spiaggiarmi malamente dopo aver perso l’equilibrio. Che bello!

Dopo aver esorcizzato il trauma con delle birre, polipo e lumache, ci siamo indirizzati verso le spiagge che dividono Setubal da Porto Covo, luogo da cui scrivo e dove pernotteremo.

Bellissimi paesaggi e tramonto da fotografia. Stanotte prepareremo qualcosa per conto nostro, stapperemo una bottiglia di vino, e continueremo a parlare di donne, scienza e filosofia.

Domani, la meta è Sagres, alla punta che divide la costa occidentale del Portogallo da quella meridionale. Questi sono i piani, ma non è detto che l’oceano possa cambiarli in corso d’opera.

Buonanotte.

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Rover Journey Portogallo – Day 3

Amici in spiaggia

Amici in spiaggia

Scrivo da un bar sulla spiaggia di Portinho de Arrábida. Sono le otto e mezza e ci apprestiamo ad ordinare delle birre e lumache d’ordinanza (classico aperitivo qui in Portogallo).

In tarda mattinata, la tanto attesa lezione di surf è stata completata con successo e grande divertimento. Massimiliano e io eravamo alle primissime armi, mentre invece Giampaolo era già alla terza lezione.

L’obiettivo principale era non affogare ed è stato completato. Il momento in cui l’onda ti “prende” e ti porta in viaggio verso riva ti fa rilasciare parecchia adrenalina. Salire sulla tavole si è rivelato più difficile del previsto: oltre ad un discreto allenamento fisico, sono richieste anche delle buone doti di bilanciamento per rimanere in equilibrio sulla tavola.

E’ stato davvero una bella esperienza e la raccomando a occhi chiusi.

Dopo un bel pranzo, ci siamo concessi un pomeriggio di mare classico prima di metterci in viaggio per un’oretta verso sud, vicino Setubal. Portino de Arràbida è nel mezzo di un parco naturale con spiagge incastonate tra ripide scogliere con tanta vegetazione bassa, quasi mediterranea.

(Nel frattempo sono venuti fuori due maiali selvatici, o forse cinghiali, sulla spiaggia a cercare cibo: che scene)

La giornata è stata rilassante. Dopo queste birre monteremo le tende e le amache sulla spiaggia sfruttando gli ultimi minuti di luce dopo il tramonto.

L’idea è quella di fare un fuoco, suonare e fare discorsi, grandi o piccoli che siano.

Domani ci dirigeremo verso la regione dell’Alentejo, per cercare un’altra spiaggia da esplorare. La luna, ancora piena, è spuntata poco sopra un isolotto roccioso a cento metri dal bagnasciuga. I gabbiani e le zanzare si sprecano.

La serata è appena iniziata.

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Rover Journey Portogallo – Giorno 2

Birra post-bagno: un classico.

Birra post-bagno: un classico.

Una giornata di viaggio “pura” volge al termine: siamo partiti dal Nord, selvaggio e affascinante, con Nazaré investita da una coltre di umidità fine e densa che ricordava la nebbia padana. Dopo una veloce spesa, siamo partiti a sorpresa in direzione Fatima.

Il famoso santuario mariano dista infatti una mezz’oretta di macchina da Nazaré. Dopo numerose pressioni da parte di Giampaolo, che lui ovviamente negava, nega e negherà fino alla morte, il caravan Indie Camper ha trovato parcheggio a poche decine di metri dall’ingresso del luogo di culto.

La visita è stata abbastanza rilassante: abbiamo anche trovato il tempo per montare le amache proprio dietro l’abside e riposare approfittando della tranquillità trasmessa dal santuario.

Passate le ore più calde della giornata, ci siamo rimessi in viaggio in direzione Costa de Caparica: ribattezzata in maniera indegna da Massimiliano come “la Siponto di Lisbona”.

Questo tragitto è stato caratterizzato dal mio pungente scetticismo nei confronti di ogni promessa di Giampaolo, puntualmente smentita dalla realtà dei fatti, e dai coloriti racconti delle recenti imprese (o disfatte) romantiche di Massimiliano.

Tra le note sicuramente positive possiamo inserire il passaggio sul ponte del 24 Aprile di Lisbona, uno dei più lunghi d’Europa, e l’aver osservato Giampaolo chiedere ad un portoghese esterrefatto come fare rifornimento di benzina ad un self-service.

Gli scleri sono stati tuttavia ampiamente ripagati quando siamo riusciti, ormai al tramonto, a buttarci finalmente nell’oceano. Sia io che Massimiliano abbiamo preso familiarità con le onde che domani cercheremo di domare su una tavola da surf per la prima volta.

Giampaolo lo sta ripetendo da tempo: “Ragazzi, martedì alle 10:00 abbiamo la lezione di surf. Non avete idea di quello che vi aspetta”. E non ne vogliamo una.

Pochi istanti prima che arrivi un’onda, sceglieremo se lasciarci trasportare oppure se provare a cavalcarla: a pensarci bene, è una scelta che ci capita di fare spesso anche quando siamo lontani dal mare, nella vita di tutti i giorni. 

E, come sempre, ci faremo trovare pronti.

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