Un appello per i Refendum: votate! (magari “Sì”)

Chi-quadro prende posizione: bisogna assolutamente andare a votare al referendum e votare “Sì”. Non ci son alternative. Le tematiche sono tutte importantissime e strategiche per il futuro del paese: l’acqua, ciò che permette la vita sulla Terra, non può essere privatizzata; il legittimo impedimento è uno schiaffo all’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, che sancisce il principio del “qualcuno è più uguale degli altri”; le centrali nucleari a fissione non possono iniziare ad essere costruite adesso, è uno spreco enorme di denaro che serve solo a concedere grossi appalti agli amici degli amici (vi consiglio la lettura di questo articolo per sapere come il Governo vuole costruire le centrali).

Non si può evitare ogni volta che lo strumento di democrazia più alto in nostro possesso, ovvero il referendum, venga banalizzato e non si raggiunga il quorum. Bisogna andare a votare: Chi non vota è complice: vi meritate altri 1000 Berlusconi.

Da studente fuorisede, mi sono preso l’impegno di andare a votare, comunque. Forse riesco a farlo a Ferrara, ma non importa, comunque c’è bisogno di ogni singolo voto. Ognuno di noi deve essere un altoparlante e diffondere questo appello. Il comportamento della RAI e dei mezzi di comunicazione è stato vergognoso. Il comportamento di questo governo è stato vergognoso.

Credo che ci rimanga davvero poco “spazio di azione” nella legalità per fermare questa deriva: non facciamo sì che la pigrizia e la noia permettano a chi ci governa di strapparci una libertà alla volta.

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Vi racconto un uomo: Riccardo Schioppo

Riccardo in Antartide

Ci sono persone che non hai incrociato per molto tempo nell’arco della tua vita, ma che la attraversano così profondamente e con cui condividi delle esperienze così forti da lasciare un ricordo indelebile e fortissimo.

Per quanto mi riguarda, una di queste persone è Riccardo Schioppo, foggiano, tecnico dell’ENEA ma soprattutto uno Scout. Ed è proprio lo scoutismo che ha fatto incontrare le nostre strade e le ha fatte percorrere parallele per qualche anno: Riparto “Fenice”, Gruppo Foggia 1°, Federazione delle Guide e Scouts d’Europa (FSE). Dopodomani, 13 Maggio, Riccardo presenterà al pubblico un documentario sulla sua esperienza in Antartide, ma io credo, e lui sarà d’accordo, che sicuramente tutto questo non sarebbe stato possibile, o dannatamente più difficile, senza aver avuto prima un’esperienza così significativa nello scoutismo.

Chi era presente in quegli anni, subito dopo l’Eurojam del 2003, non può non ricordare l’ingresso della figura di Riccardo nel Gruppo. In punta di piedi, con un’inesperienza che spesso faceva sorridere chi da anni era ormai “esperto” in alcune consuetudini dello scoutismo, ma con un modo di lavorare ed una personalità disarmante. Non dovrei ricordare male quanto segue perché quegli anni sono scolpiti nella mia memoria. Vi racconto un paio di episodi.

Nel 2004 Riccardo era “Aiuto Capo” nel Riparto Esploratori (di cui facevo parte), ed abbiamo vissuto insieme uno dei momenti sicuramente più delicati del campo estivo svolto alla Base Nazionale di Soriano nel Cimino, ma forse anche della storia recente del gruppo. Un nostro amico si era fatto seriamente male durante una (sciagurata nei tempi e nei modi) “marcia notturna” e la posizione della mia Squadriglia era tale da non permettere alcun soccorso senza mettere a rischio l’incolumità di altri suoi membri. Arrivarono altri ragazzi a dare una mano e Riccardo salì su da noi per pernottare all’addiaccio e aspettare la mattina seguente per riprendere la discesa. Fu una notte molto difficile, dormii con gli occhiali stretti in mano per paura di perderli, dato che c’era la possibilità di doversi rimettere repentinamente in movimento, e ricordo benissimo che usai il mio sacco a pelo a mo’ di coperta per poterlo condividere con Riccardo, che ne era ovviamente sprovvisto.

Dopo quel campeggio Riccardo diventò Capo Riparto, e fino alla fine del 2006 continuò il suo progressivo assorbimento degli usi e costumi del nostro gruppo, nonostante qualche (non rara, a dir la verità) gaffe. La ventata di originalità che ha portato nel riparto, oltre all’intraprendenza che riusciva ad ispirare a noi tutti hanno segnato un biennio certamente positivo sotto tutti i punti di vista, dopo un 2003-2004 molto difficile. Ricordo il mio ultimo Campo Estivo da Esploratore, nell’estate del 2006, quando lo “convincemmo” in sede di Alta Squadriglia, a cercare un modo di vedere gli eventuali Quarti di Finale e Semifinali dei Campionati del Mondo di Calcio, le cui date capitavano proprio durante il campeggio. E allora via, pannello fotovoltaico, batteria da automobile e TV alla mano, per i boschi, a fare qualcosa che neanche noi pensavamo possibile realizzare con le nostre sole forze. Ovviamente il segnale era pessimo, si vedeva con molto disturbo ed in bianco e grigio (neanche nero), ma le emozioni dei supplementari di Italia-Germania, quel palo di Gilardino, quella traversa di Zambrotta, i gol di Grosso e Del Piero, non sono ancora state superate da una qualsiasi altra partita vista in TV. Le imprecazioni si sono sprecate (con buona pace dello stile scout e dei punteggi) quando il segnale andava e veniva nei momenti cruciali di un’azione.

Dopo quel campeggio, c’è stata la mia ultima notte da Esploratore, l’ultimo fuoco, l’ultima chiacchierata con Riccardo ad un campo, un “ultimo” per ogni cosa. Gli anni sono passati, lui è andato in Antartide per la prima volta e ci è rimasto 13 mesi. Quando è tornato è stata festa grande. Credo di poter dire che tutto il Gruppo è stato ed è orgoglioso di lui. Io poi sono venuto a Ferrara e, purtroppo, ci siamo persi di vista. Poco prima della mia partenza gli ho chiesto un consiglio sulla mia ormai prossima decisione di andare a studiare Fisica lontano da Foggia e mi ha spronato ad intraprendere questa strada senza alcuna remore. Scherzando (nei modi, ma non nelle intenzioni) gli dissi che, dopo la laurea, avrebbe dovuto portare anche me in Antartide visto che si è occupato di atmosfera e rilevazioni climatiche, tematiche sicuramente affini ai miei studi. Ovviamente non ho cambiato idea, sei avvisato! La fame di avventure non viene calmata dalla vita universitaria, e il mio stomaco brontola fragorosamente al pensiero di poter lavorare come scienziato al polo Sud. Ovviamente le possibilità sono poche, ma come ben sappiamo, l’importante è essere sempre pronti.

Spero, ad ogni modo, che ci sia ancora tempo per incontrarci di nuovo. Grazie, Riccardo.

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“Diritti al Futuro”: Terminato il IX Congresso nazionale dell’Udu

Ieri sera sono tornato dal IX Congresso Nazionale dell’Unione degli Universitari. E’ stata un’esperienza molto particolare, la prima per me di questo genere, e devo dire di essere rimasto soddisfatto. Si è parlato molto di politica (cosa che, a quanto sembra dagli scorsi congressi, non era scontata), ci sono stati molti interventi di ospiti come il Segretario Nazionale della CGIL Susanna Camusso, e ci sono state innumerevoli discussioni sul documento politico.

Torno a Ferrara col morale sollevato, ho sempre meno quel senso di “solitudine politica” che mi ha caratterizzato negli ultimi mesi. In attesa di ulteriori sviluppi…

 

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Perchè in Italia le cose non cambieranno

Da ieri e fino a domani sono impegnato al IX Congresso Nazionale dell’Unione degli universitari. Un importante spunto di riflessione è arrivato dal Segretario generale della CIGL Susanna Camusso, che ci ha invitato a proseguire nell’azione si sindacato studentesco e a portare avanti con forza le istanze che arrivano dal mondo universitario.

Un’università pubblica forte è garanzia di una società più equa e garante dei diritti: la prevaricazione si appoggia prima di tutto sull’ignoranza e sulla paura. Perché in Italia accettiamo questo degrado sociale e politico senza opporre una comune resistenza? Io credo che, purtroppo, oggi la gente non ha voglia di lottare per stare meglio; ha solo paura di stare peggio. Fin quando avremo il pane a tavola ci continueranno a governare i vari Berlusconi di turno. La svolta dovrebbe arrivare soprattutto dal mondo accademico, tutto, unito e compatto, cosa che, purtroppo non accade. Divisi e comandati, ci vogliono e così siamo.

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Il sito di Scilipoti: “Cosa pensano di me”

La curiosità mi ha portato sul sito internet dell’«Onorevole» Domenico Scilipoti. A parte le considerazioni estetiche (il sito è davvero brutto, le immagini sono raccapriccianti), ciò che mi ha fatto sorridere è la sezione “Cosa pensano di me“: contiene due soli articoli, scritti, tra l’altro, dallo stesso Scilipoti, e credo che dopo il famoso voto di fiducia del 14 dicembre vada aggiornata. Molte persone avrebbero qualcosa da dire su di lui.

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