Grazie di tutto, Mister!

E’ così, sembra davvero finita: meno di un anno ed un sogno infranto.

Zeman ha oggi annunciato l’addio alla panchina del Foggia. E’ un giorno triste per tutta la tifoseria foggiana.

Non mi va molto di analizzare questa situazione, magari tra un po’ lo farò… a mente fredda.

Grazie lo stesso, mister!

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Il Foggia 2010/11 dalla A alla Zeman

A come Arbitri. Se il proverbio “vox populi vox dei” ha ancora una fondamento di verità al posto degli arbitri di Lega Pro che sono venuti a Foggia dubiterei fortemente della fedeltà della mia consorte.

B come Blu di TeleBlu. Si sono beccati un sacco di critiche, come già successo a Conto Tv, Puglia Channel, Rai Sport e chiunque altro abbia mandato in onda le partite del Foggia. Potevano organizzarsi meglio loro, potremmo essere più comprensivi noi. Ma non era meglio quando le trasferte le seguivamo alla radio?

C come Caramelle. Quasi quasi scrivo a tutti i produttori di caramelle e gli propongo uno spot pubblicitario con Zeman e a Fernando Iannucci, il tifoso che gliele passa prima della partita. Dite che non funziona? Vabbè ho capito, è meglio se torno a vendere le lavatrici…

D come Decisioni del Giudice Sportivo. Quest’anno ci siamo beccati squalifiche per proteste, strette di mano ironiche (Burrai), mancata collaborazione con l’arbitro (Candrina) e altre cose del genere, invece non mi pare ci siano state punizioni per la rissa col Gela. Insomma, se vi arrabbiate con qualcuno non alzate la voce, alzate le mani…

E come Ex. Già ci resti male se prendi gol da un ex, se poi è Mancino è ancora peggio. Quando giocava con noi non sapeva battere nemmeno i calci d’angolo e ora in campo sembra Messi. Dopo averlo visto giocare in Foggia-Siracusa giuro che non fischio più nessuno dei nostri, non si sa mai…

F come Facebook. Lo usano moltissimi calciatori del Foggia, e spesso le cose che scrivono nei loro profili sono molto più interessanti delle frasi fatte che usano nelle interviste. Ma non ditelo ai giornalisti, finisce che i calciatori se si sentono osservati e non scrivono più…

G come Girone A o B. Visto che d’estate non c’è niente di cui parlare tra un po’ si ricomincia con le discussioni sulle preferenze tra il girone nord e quello sud. Tanto lo so che dovunque finiamo diranno che il più facile era l’altro, una specie di Legge di Murphy applicata alla Lega Pro.

I come Idrante. Durante Foggia Cosenza se ne è acceso uno davanti a Santarelli. E’ stata la dimostrazione che la difesa del Foggia fa acqua da tutte le parti.

L come Lega Pro. Ma davvero è servito cambiargli nome? Secondo voi qualcuno che quando si chiamava Serie C non andava allo Stadio ora ha iniziato ad andarci perchè si chiama Lega Pro. Certe volte penso che è così piena di dirigenti teste di cazzo che quel Pro sta per “Profilattico”.

M come Malonga. Non so se c’entra, ma l’ho visto giocare e segnare col Cesena in serie A. E poi ho pensato a tutti i tifosi e commentatori foggiani che dicevano che si capiva subito che era un bidone… tutta gente con la vista lunga, non c’è niente da dire…

N come Nazionali. Che figata avere 5 calciatori in squadra che fanno parte di una nazionale. Si, la prima volta, poi ci siamo accorti che tornavano stanchi e deconcentrati. L’anno prossimo consiglio di fare una squadra di apolidi…

O come “Ormai il gioco di Zeman lo conoscono tutti”. Tipica frase che non significa niente, se è per questo conoscono anche quello del Barcellona o del Manchester United, eppure non mi pare riescano a contrastarli…

P come Prestiti. In una città in cui tra mutui e finanziarie ogni famiglia ha almeno due prestiti da restituire poi ci lamentiamo se sono in prestito anche i calciatori? Me, p’ piacer…

Q come Quattro-Tre-Tre: ho un amico che è uno zemaniano così convinto che si sta facendo modificare le stecche del biliardino per giocare col 4-3-3 anche lì. Ma lì sono più spregiudicati, giocano col 2-5-3.

R come Restituire i palloni. Dopo la partita col Gela il Foggia ha smesso di farlo, e di buttare la palla fuori quando ci sono avversari a terra. Il problema è che c’erano troppi finti infortunati, l’alternativa era fargli pagare ogni volta il ticket per la prestazione dei barellieri…

S come Stadio Nuovo. Visto che se lo fate ci guadagnate un bel po’ di soldi avrei un po’ di richieste: wifi per tutti, distributore di Borghetti gratuiti nelle curve e soprattutto un’amplificazione decente, che sono 30 anni che vado allo Zaccheria e non sono mai riuscito a sentire le formazioni.

T come Tornelli. Certe domeniche le attivavano in modalità “Maroni”, cioè si passava uno alla volta, e finivi per entrare a metà primo tempo, altre volte in modalità “Upim”, cioè “vutt e passe”. Decisamente meglio la seconda, solo che a sto punto potevamo risparmiare un po’ di soldi e farseli prestare da qualche Discount a cui la domenica non serve perché resta chiuso.

U come undici leoni. Non dico che devono essere sempre undici leoni, ma evitassimo ammonizioni ed espulsioni stupide e se riuscissero a restare sempre in undici sarebbe già un passo avanti…

V come Vergine. Dopo la vittoria a Barletta rilanciammo il vecchio slogan “se il Barletta è magico Cicciolina è vergine”. Poi al ritorno abbiamo perso in casa: che intanto si sia fatta una di quelle operazioni che ricostruiscono l’imene?

W come web-cronache semi-serie, le abbiamo in diretta fatte ogni domenica su Foggbook, pagina satirica di Facebook. C’erano così tante persone a leggerci e commentare ed erano così divertenti che ci è venuto il dubbio che i calciatori del Foggia si facessero squalificare apposta per passare la domenica a casa davanti al monitor del computer.

Z come Zeman. Nel momento in cui scrivo non si sa ancora se resta o va via. Solo una cosa: avete presente quello che hanno detto i milanisti a Leonardo quando è passato all’Inter? Ecco, non sarebbe niente in confronto a quello che direbbero a Zeman se andasse a Bari…

 

fonte: http://benfoggianius.blogspot.com by Sandro Simone

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Ma come si fa?

Dato il poco tempo che ho a disposizione in queste settimane per Chi-quadro, vi consiglio la lettura di questo articolo del Fatto Quotidiano:

Arrigoni, Jewish Chronicle: “Antisemita
come Hitler. Meritava di morire”

Non ci sono parole per commentare i deliri di un folle.

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C’è ancora speranza nella democrazia

Nonostante tutto, c’è ancora speranza nella democrazia. Il voto amministrativo di domenica e lunedì può rappresentare davvero una svolta. Berlusconi aveva detto: “Sarà un voto politico” e che in caso di vittoria “avrebbe fermato i processi” contro di lui. Bene, di tutto si può parlare, tranne che di vittoria del centrodestra a queste elezioni.

Anche i milanesi, al di là del ballottaggio, ne hanno le palle piene di questo PdL e di questo Berlusconi. Non sono bastate le aggressioni mediatiche, le picconate al sistema democratico, la disinformazione e i vili attacchi alle spalle attraverso delle accuse infamanti e ovviamente false. Non c’è stata politica in questa campagna elettorale, e la gente se n’è accorta. E’ disposta a tutto pur di cambiare. La sinistra ha il compito di cavalcare questa tendenza. Il sindacato ha il dovere di continuare la sua azione concreta a favore dei lavoratori. Il mondo dell’Istruzione deve continuare a formare persone e cittadini critici e mai intellettualmente sottomessi. Se queste tre componenti continuano ad agire in sintonia, si può davvero pensare ad una fine del berlusconismo in tempi brevi.

Certo, Berlusconi e i suoi peones hanno ancora due anni per “governare” l’Italia, o almeno per far credere agli elettori che lo stanno facendo. Non bisogna abbassare la guardia solo perché si è vinta una battaglia. La forza economica di Berlusconi è capace di farlo risorgere dalle sue stesse ceneri in pochi mesi. Ai suoi soldi, con i quali può assicurarsi virtualmente tutto (magari anche una maggioranza in Parlamento), dobbiamo rispondere con la partecipazione e un solido criticismo. Informarsi, indignarsi, informare gli altri e fargli capire che non si può continuare così.

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Cosa succede a voler privatizzare l’acqua:

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