Ceterum censeo Foveam esse delendam: vandalizzato un parcometro

FONTE FOTO: www.ilgrecale.it

E sono due! Siamo al secondo capitolo della mia rubrica “foggiana” ed inoltre un secondo parcometro cittadino è stato divelto e portato via, stavolta in Corso Giannone. I vandali colpiscono ancora e non si sa se per protesta contro il nuovo piano parcheggi o per puro spirito distruttivo (non è un’ipotesi così remota).

In entrambi i casi, il gesto è sconsiderato e senza possibili giustificazioni. Se questo è un modo per esprimere dissenso verso una delibera del comune, allora la politica cittadina è assimilabile a quella di un villaggio neolitico; potremmo quasi tornare ad abitare negli scavi archeologici della villa, dopo aver distrutto però tutto il resto della città e sparso del sale ovunque in un raggio di almeno 5 Km.

Ceterum censeo Foveam esse delendam.

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Le Dolomiti non deludono mai

Le Pale di San Martino innevate viste dalla Baita Segantini: io e Marco minuscoli a confronto.

E’ stato un bel weekend. Ho conosciuto tante belle persone del CAI Ferrara e ho condiviso con loro due giorni di vita all’aperto e anche un po’ di strada. Le Dolomiti non si smentiscono mai come bellezza di sentieri e paesaggi mozzafiato, soprattutto con la neve.

E’ stato strano fare strada non con il mio Clan. Due modi diversi di intendere il cammino: non sono molto abituato al “gruppone” che si muove e aspetta ma piuttosto al cammino individuale o in piccoli gruppi. Altre differenze saltano all’occhio: c’era gente con centinaia di euro addosso di attrezzatura “tecnica” con tessuti di un certo tipo e funzionalità sicuramente interessanti; noi invece abbiamo due abbigliamenti: uniforme, ed uniforme da campo: con quelle arriviamo dappertutto. Poi quando si è venuti al dunque, ovvero alla cena, tutte le differenze sono venute meno e si è visto chiaramente chi aveva l’indole selvaggia e chi invece un po’ più cauta.

Il secondo giorno è stato fantastico dal punto di vista del panorama. La neve già a 2300 metri s.l.m. ha permesso una prima “battaglia” stagionale dove la mia mira ha avuto occasione di dimostrare ancora una volta la sua pochezza e inconsistenza. Poco importa, mi sono divertito lo stesso ed è stata credo la prima volta che ho fatto un po’ di strada sulla neve. Continuo comunque a preferire il bosco, dove mi sento a casa, sebbene certe viste possono essere godute soltanto faticando un po’ sulla nuda roccia.

Una fatica che viene sempre, ampiamente, ripagata.

Piaciuto questo articolo? Leggi anche il racconto del mio Cammino di Santiago, eseguito in uniforme scout!

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Questione di spin

Sei a lezione, stai imparando tante cose nuove ed interessanti. Non sono nozioni banali o facili da “digerire”, ma con un po’ di attenzione si riesce a capire tutto. Stai imparando pian piano ad abbandonare il mondo classico per immergerti in quello microscopico dominato dalla fisica quantistica.

Essere era e non poteva non essere. Adesso, non ne sono più così convinto. Sono su un livello, ma anche sull’altro: nel dubbio, sono su entrambi, ma con un mio gemello. Quando sembra, tuttavia, che il discorso abbia un senso ed un filo da seguire, arriva lui: lo spin. Che possa essere allegramente dannato! Tutto raddoppia (minimo), le combinazioni e le diverse probabilità fioccano. Saltano le simmetrie. Basta un momento e non capisci più niente.

Voglio però tagliare una h a suo favore. E’ colpa della natura, che sembra volersi complicare sempre di più ad ogni nostra scoperta. Le povere particelle obbediscono solo alle sue leggi. E noi qui, a cercare di capirle senza rimetterci il cervello e paradossalmente sapendo già che la certezza assoluta non fa parte del nostro mondo.

Chissà se arriveremo ad un momento in cui la scienza non potrà più andare avanti, divorata dalle sue stesse, intrinseche, incertezze. Sicuramente non siamo vicini a questo punto, c’è ancora tanto da scoprire, ma io non sarei così ottimista sulle nostre capacità di intendere il “tutto” così come vorremmo. Abbiamo dei limiti intrinseci, e questa rappresenta la nostra sfida più grande: capire fin dove possiamo arrivare. Oltre questo limite, ci può essere quel qualcosa che potete chiamare come meglio vi piace: Dio, Infinito, Cosmo e simili.

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Ceterum censeo Foveam esse delendam: Accoltellato un uomo

E’ con non poco rammarico che voglio presentare ai miei lettori la nuova, dolorosa, rubrica di Chi-quadro. Il suo nome, piuttosto lungo, si rifà alla celebre frase di Catone il Censore, riferita da Plutarco: «Per il resto ritengo che Cartagine debba essere distrutta».

Con questa rubrica voglio evidenziare i fatti di cronaca che più mi fanno disamorare della mia città, rendendomi ogni giorno più felice di essermene andato. Ce ne sono stati parecchi nelle scorse settimane, ma voglio iniziare oggi a raccontare perché Foggia, secondo me, andrebbe felicemente rasa al suolo e i suoi terreni cosparsi di sale in modo che non possa crescervi più neanche l’erba (anche questo è un riferimento a Cartagine).

Stasera, ad esempio, è avvenuto un tentato omicidio: un uomo pare sia stato accoltellato all’addome per motivi familiari, a sentire gli agenti della squadra mobile. L’uomo, incensurato, è in prognosi riservata, ma quello che mi chiedo è fin dove si spingeranno questi metodi da “ordalia” nella risoluzione dei litigi familiari, se è davvero questo il movente. Diciannove omicidi nel 2011 tra Foggia e provincia dovrebbero essere abbastanza per costituire una prova del malcostume dilagante tra i cittadini. A Sherlock Holmes bastavano solo tre indizi.

Ceterum censeo Foveam esse delendam.

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Ciao Sic!

Non seguo molto il motomondiale, ma mi dispiace comunque tantissimo per l’incidente di Simoncelli. Purtroppo i rischi dello sport sono anche questi, e almeno Marco se n’è andato seguendo la sua passione.

Riposa in pace.

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