Indipendenza, adesso!

Governi del Mondo Industriale, stanchi giganti di carne e acciaio, io vengo dal Ciberspazio, la nuova sede della Mente. Per il bene del futuro, chiedo a voi del passato di lasciarci in pace. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete sovranità là dove ci siamo riuniti.
Noi non abbiamo un governo eletto, e non abbiamo intenzione di averne, quindi mi rivolgo a voi con non più grande autorità che quella con cui la libertà stessa ha sempre parlato. Io dichiaro che lo spazio sociale globale che noi stiamo costruendo sarà naturalmente indipendente dalle tirannie che cercate di imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non possedete alcuno strumento di costrizione che dobbiamo realmente temere.
I governi derivano i loro legittimi poteri dal consenso dei governati. Voi non avete mai richiesto ne’ ricevuto il nostro. Noi non vi abbiamo invitato. Voi non ci conoscete, e nemmeno conoscete il nostro mondo. Il Ciberspazio non si trova all’interno dei vostri confini. Non pensate di poterlo edificare, come se fosse un progetto di costruzione pubblica. Non potete. E’ un atto della natura e cresce da solo grazie alle nostre azioni collettive.
Non siete entrati nel nostro grande e comune dialogo, e non avete creato la ricchezza della nostra piazza. Non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, o i codici non scritti che danno già alla nostra società più ordine di quello che potrebbe essere ottenuto con qualunque vostra imposizione.
Affermate che tra noi ci sono problemi che voi dovete risolvere. Voi usate questa affermazione come una scusa per invadere i nostri territori. La maggior parte di questi problemi non esiste. Dove ci sono conflitti reali, dove ci sono torti, li identificheremo e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo creando il nostro Contratto Sociale. Questa autorità nascerà secondo le condizioni del nostro mondo, non quelle del vostro. Il nostro mondo è diverso.
Il Ciberspazio consiste in scambi, rapporti e pensiero stesso, disposti come una potente onda nella ragnatela delle nostre comunicazioni. Il nostro è un mondo che si trova dappertutto e da nessuna parte, ma non dove vivono i corpi.
Stiamo creando un mondo dove tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati su razza, potere economico, militare, o stato sociale.
Stiamo creando un mondo dove chiunque ovunque possa esprimere le proprie opinioni, non importa quanto singolari, senza paura di venire costretto al silenzio o al conformismo.
I vostri concetti legali di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applicano a noi. Sono basati sulla materia. Qui non c’e’ alcuna materia.
Le nostre identità non hanno corpi, quindi, al contrario di voi, noi non possiamo ricevere ordini tramite coercizione fisica. Crediamo che con l’etica, con l’illuminato interesse personale e con il benessere comune, il nostro governo emergerà. Le nostre identità potranno essere diffuse attraverso molte delle vostre giurisdizioni. La sola legge che tutte le nostre culture costituenti riconosceranno generalmente è la Regola Aurea. Speriamo di essere capaci di costruire le nostre soluzioni particolari su quella base. Ma non possiamo accettare le soluzioni che voi state tentando di imporre.
Negli Stati Uniti, avete creato una legge, il Telecommunications Reform Act, che rinnega la vostra stessa Costituzione ed è un insulto ai sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville, e Brandeis. Questi sogni devono ora rinascere in noi.
Siete terrorizzati da vostri stessi figli, perché sono nativi in un mondo dove voi sarete sempre immigranti. Siccome ne avete paura, voi affidate alla vostra burocrazia la responsabilità di genitori che siete troppo codardi per affrontare. Nel nostro mondo, tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dall’avvilente all’angelico, sono parti di un tutto unico, il dialogo globale dei bit. Non possiamo separare l’aria soffocante dall’aria su cui si scaldano le ali.
In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e negli Stati Uniti, state cercando di respingere il virus della libertà edificando posti di guardia alle frontiere del Ciberspazio. Questi potranno tenere fuori il contagio per un poco, ma non funzioneranno in un mondo che sarà presto soffocato dai media basati sui bit.
Le vostre industrie dell’informazione sempre più obsolete si perpetueranno proponendo leggi, in America e da ogni altra parte, che pretendono di possedere la parola stessa in tutto il mondo. Queste leggi dichiareranno che le idee sono un altro prodotto industriale, non più nobile della ghisa. Nel nostro mondo, qualunque cosa la mente umana possa creare può essere riprodotto e distribuito all’infinito senza alcun costo. Il trasferimento globale del pensiero non ha più bisogno delle vostre fabbriche per avvenire.
Questi provvedimenti sempre più ostili e coloniali ci mettono nella stessa posizione di quei precedenti amanti della libertà e dell’autodeterminazione che hanno dovuto rifiutare le autorità di poteri distanti e disinformati. Dobbiamo dichiarare le nostre identità virtuali immuni alla vostra sovranità, pur continuando a consentirvi di governare sui nostri corpi. Ci diffonderemo attraverso il Pianeta così che nessuno potrà arrestare i nostri pensieri.
Noi creeremo una civiltà della Mente nel Ciberspazio. Possa essa essere più umana e onesta del mondo che i vostri governi hanno prodotto in precedenza.

Davos, Confederazione Elvetica
8 Febbraio 1996

Questo testo è stato scritto da John Perry Barlow, uno scrittore americano che si è contraddistinto negli anni per la sua lotta a difesa delle libertà e dei diritti “digitali”. Sembra un concetto strano, ma io lo trovo estremamente profondo.

Viviamo in un mondo sempre più informatizzato. Grazie ad Internet una globalizzazione sana ed efficace ha già preso piede in tutti i paesi dove arriva una linea telefonica. La possibilità di comunicare e scambiare informazioni a livello praticamente istantaneo con una persona in ogni punto del pianeta è la più grossa rivoluzione degli ultimi decenni.

I recenti tentativi di controllo censorio su Internet sono un serio campanello d’allarme: SOPA, PIPA, ACTA & Co. sembrano delle sigle innocenti ma sono i grimaldelli con cui i poteri forti stanno cercando di aprire la serratura che custodisce le libertà del Web 2.0 in nome della protezione del diritto d’autore o della sicurezza nazionale o di qualunque altra scusa si possa inventare per far apparire come una necessità la privazione di diritti. E’ un trucco vecchio, non dovremmo cascarci più. E invece siamo qui, ogni volta, a discutere e ad allarmarci per i mezzi subdoli, soprattutto ACTA, che le lobbies e i governi decidono di utilizzare.

Perché ho preso spunto dalla “Dichiarazione di Indipendenza” di Barlow? Riflettevo in questi giorni su Internet e su quello che Barlow definisce “Ciberspazio”. Io credo di non esagerare quando penso che Internet dovrebbe essere riconosciuta come un’entità extraterritoriale. Su Internet non dovrebbe valere la giurisdizione ordinaria, per la sua natura digitale che lo contraddistingue. Internet è ovunque, ad esso si può accedere da qualunque luogo. E’ semplicemente patetico che, ad esempio, il governo americano blocchi in tutto il mondo un sito internet, solo perché sul suo territorio sono presenti i server dove era hostato il sito. Ogni computer collegato ad Internet è digitalmente presente nello ciberspazio e dovrebbe essere pertanto considerato una “ambasciata” di questa entità extraterritoriale: un luogo inviolabile e autogestito.

E’ un’idea stupida? Utopica? Per me ha senso. L’idea di confine su Internet non ha senso. Non esistono confini digitali. Ogni incursione da parte di un’entità statale “ordinaria” ha ripercussioni su tutto il mondo senza che si possa fare qualcosa per difendere il proprio diritto all’accesso di informazioni. Io, cittadino Italiano che si trova in Italia, non sono soggetto alla giurisdizione statunitense ma da qualche giorno non posso più accedere al mio account di MegaUpload per il capriccio di alcuni yankees. Perché? MegaUpload (e qualsiasi altro sito Internet) è un luogo di Internet, un sito Internet. Sito, ovvero, un posto “geograficamente” identificato all’interno di uno spazio. In questo spazio dovrebbe vigere un’altra legislazione. Libera, autodeterminata, dove si possa cercare un modello di autogoverno migliore di quello che le autorità ordinarie vorrebbero imporre.

Non dico che non ci dovrebbe essere alcun legame tra il mondo “terreno” e quello “digitale”, ma che i rapporti tra i “due mondi” non devono essere di subordinazione ma di pariteticità. Discussione e non imposizione. Mi sono ripromesso di sviluppare questo discorso in maniera più organica in futuro.

Nel frattempo, sono curioso di sapere cosa ne pensate, se avete delle idee a riguardo oppure se semplicemente pensate che ci siano problemi più grossi da affrontare in questo momento (un pensiero probabilmente frutto della più classica delle disinformazioni, ma pur sempre possibile). Spero non siate timidi e usiate quel magnifico strumento, sintesi estrema della libertà di espressione, chiamato “commento”.

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La dichiarazione di una nuova “guerra”

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Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.
Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non è una chiamata allearmi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!
Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente.Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

(non è una traduzione del video, ndr)
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Microsoft, neanche lo sfondo mi fai cambiare?

Il "Blue Desktop of Death" del Windows 7 Starter Edition

Pare che tutti lo sapessero, io no. Non mi interesso molto di Windows pur essendo “costretto” ad usarlo a fianco di Linux per facilitarmi la vita con i videogiochi. Oggi ho avuto la malsana idea di provare a cambiare lo sfondo del desktop ad un netbook equipaggiato con Windows 7 Starter (o meglio Barbone-Edition) convinto di ritenere assurda l’incapacità del possessore del netbook di compiere una delle operazioni più banali che si possano immaginare su un computer.

Mi sono avvicinato orgoglioso al netbook ma dopo qualche tentativo rimango incredulo. Ho setacciato il Pannello di Controllo, e niente. Ho provato col classico click destro sul desktop, e niente. Ho addirittura aperto un’immagine, click destro e “Imposta come sfondo del desktop” (Ah ah! Ti ho trovato!) ma quando ho chiuso l’immagine c’era ancora il logo di Windows e l’orribile Blue Desktop of Death. Mi prendi anche per il culo?

Dai, è impossibile, non può non esserci l’opzione per cambiare il desktop. Il computer è definito “personal” anche perché puoi appunto personalizzarlo. E un tocco unico di personalità è sicuramente lo sfondo del desktop. Non si può non cambiare. Poi, ragionando, mi è giunta alla mente la beffa. Una rapida ricerca su internet e arriva l’inevitabile scoperta. Sul sito della Microsoft è candidamente ammesso infatti che:

Vuoi personalizzare il tuo PC con foto e sfondi? Puoi scegliere Windows 7 Home Premium (manco l’Home Basic, ndr).

Poi mi sono accorto che su Wikipedia c’è un paragrafo intero dedicato alle limitazioni:

Limitazioni di Windows 7 Starter Edition

La Starter Edition ha delle limitazioni rispetto alle altre versioni.

  • Si può utilizzare solo l’interfaccia grafica “Windows Basic”, quindi non è presente Windows Aero
  • Non funziona Windows Virtual PC e quindi nemmeno Windows XP Mode, funziona Virtual PC 2007: Versione 32 bit[57]
  • Non è presente Windows Media Center
  • Non c’è il supporto a 64 bit
  • Numerose limitazioni sulle funzionalità di rete riguardanti principalmente la condivisione di file, periferiche, connessione a internet e la funzionalità bridge di rete[58]
  • Impossibilità di visualizzare Dvd Video[senza fonte]
  • Impossibilità di collegare al sistema un monitor esterno in modalità estesa[59]
  • Si può effettuare la disconnessione ma è impossibile cambiare utente[60]
  • Impossibilità di cambiare lo sfondo del desktop.

Ci sono anche delle limitazioni sulla potenza dell’hardware: (massimi requisiti)

  • CPU: Mono-Core[senza fonte] da 2 GHz o inferiore
  • RAM: 2Gb o inferiore
  • Storage: 250Gb con Hard Disk oppure 64Gb con i dischi solidi
  • Dimensioni Schermo: 10,2 Pollici o inferiore

Allucinante! Devo pagare un software inutile solo perché il netbook ha uno schermo piccolino e allora viene preinstallato (altra pratica ABOMINEVOLE) l’inutile e umiliante Windows 7 Starter Sfigato Edition? Mi scuso con chi reputa questa una “non-notizia” ma sono rimasto completamente di sasso.

Aprite gli occhi, la Microsoft non è un’azienda che favorisce lo sviluppo tecnologico. Siate dei consumatori “accorti”. Meglio stare alla larga da questo tipo di aziende. So che adesso mi direte “Eh ma anche tu usi Windows”, è un terribile peso sulla coscienza che devo sopportare per poter giocare ad alcuni giochi che mi piacciono molto. Posso solo dire che il mio Win 7 Ultimate Ultra-Premium Cazzi-e-mazzi l’ho comprato in Somalia 😉 e non me ne vergogno.

Esistono sistemi operativi molto più validi e completamente gratuiti, non ha senso continuare ad usare Sistemi Operativi proprietari (Microsoft o Apple). Guardate la tavola di comparazione sul sito Microsoft: acquistando Windows 7 Home Premium posso finalmente cambiare lo sfondo del desktop con una spesa di soli € 209,00. Per €209,00 non posso ad esempio cambiare la lingua del mio Windows, non posso eseguire il backup del mio sistema su rete domestica o aziendale e non ho la modalità di compatibilità con XP, che pregiudica l’esecuzione di programmi di alcuni anni fa.

Se non vi basta questo, non so davvero cosa aggiungere.

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Un nuovo nomadismo

La spiritualità della strada mette nel cuore un grande senso di attesa, scava degli spazi sempre aperti e invitanti.

Non ci si ferma mai, non ci si sente mai arrivati, istallati, definitivi: la ricchezza, la bellezza, la gioia, di quello che si è e di quello che si ha, la capacità di vibrare per ogni più piccolo soffio di grazia rende felici, sereni, fiduciosi, e proprio per questo più sensibili a ciò che ancora manca e a ciò che verrà, a ciò che saremo e vorremo essere. Non si è mai soddisfatti, nel senso etimologico della parola, mai completi, mai riempiti: lo spirito rivela continuamente la sua dimensione infinita, la sua insaziabilità, il suo vuoto che nulla al mondo riuscirà mai a riempire del tutto. […]

Si diventa nomadi: persone incapaci di darsi per vinte, di accontentarsi e di rassegnarsi. Nomadi, affascinati dal di là, dal dopo, dall’ancora, per leggere e vivere il di qua, l’adesso.

Nomadi, attenti ad ogni voce che risuona sotto il sole o nel buio della notte, vicina o lontana, familiare o ignota, e capaci di riconoscere in ogni avvenimento l’annuncio di un altro mondo che invita a ricominciare daccapo.

Nomadi, affascinati dalla terra, che è grande e tutta per tutti; sedotti dalla perenne novità di Dio che ogni giorno, ogni momento, rivela un riflesso nuovo della sua grandezza infinita; tesi a conquistare e a godere quanto cresce nel giardino degli uomini.

Nomadi, cioè solitari nel senso di un’adesione coraggiosa alla propria vocazione, senza cedimenti alle mode, senza intruppamenti nelle maggioranze, senza tradimenti della propria identità.

Nomadi, capaci di andare fino in fondo a quanto di verità, di giustizia, di amore è stato intuito, capaci di trasmettere senza riduzioni il messaggio ricevuto, capaci di fare da soli la propria strada.

Nomadi, perché la strada è già sicurezza, sostegno, ricchezza: la strada è amica ed è sempre fedele, sempre chiara. Anche nelle noti più oscure e senza stelle, la strada rivela il suo volto, e lo si può discernere con fatica e dolore, ma sempre riscoprendo qualcosa di familiare.

Nomadi, e quindi fuori dalle sicurezze prestabilite protette dalla forza o dal genio umano, fuori dalle comodità di una casa stabile, di un amore chiuso, di una verità consumata.

Nomadi, capaci di ascoltare, di accogliere, di fare proprio ciò che si incontra, senza strettezze e rigidità, senza voler imporre a tutti un proprio modo di vedere: nomadi, cioè instancabilmente alla ricerca, accompagnati e sorretti da tutti, con la gioia di offrire quel poco che si ha, e di prendere quanto viene offerto o si trova lungo il cammino.

Nomadi, fratelli di tutti e non stranieri, non ospiti, non avventurieri, non vergognosi di condividere con tutti la porzione di dolore e di gioia, di bene e di male, di grandezza e meschinità che è eredità di ciascuno.

Nomadi fino a quando la strada farà l’ultima svolta e attraverso il grande portale entrerà nell’eterno, dove finalmente la perfetta comunione con Dio non avrà più tramonto: e, intanto, quella gioia e quell’eterno illuminano tutta la strada e cantano nel cuore di chi sa camminare.

Nomadi dall’eterno al tempo, e dal tempo all’eterno. Nomadi perché sospinti da un’insopprimibile nostalgia di Dio.

Giorgio Basadonna, Spiritualità della strada

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rFactor 2: primi passi verso l’uscita sul mercato

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Come si apprende dai forum ufficiali di rFactor, l’ottimo simulatore di guida sviluppato dalla software house ISI, è ormai imminente il lancio del seguito di uno dei più apprezzati videogame sportivi degli ultimi anni. L’attesa dura da tanto tempo ma siamo sicuri che i developers si staranno facendo in quattro per permettere già all’uscita di poter usufruire di un ottimo simulatore.

E’ previsto a brevissimo l’inizio di una fase di beta-testing aperta a chiunque abbia intenzione di pre-acquistare il gioco (per una spesa intorno ai 40 dollari) e, con una scelta molto saggia, sono stati resi disponibili per il download tramite torrent (link) i primi tracciati e le prime macchine da tenere “in caldo” non appena sarà rilasciato il file eseguibile del gioco. E’ ancora tutto “nascosto” nel senso che non è possibile vedere niente di questi file, ma si eviterà la probabile corsa al download quando ci sarà l’annuncio ufficiale dell’apertura della beta.

Non ci resta che aspettare, e sperare.

UPDATE: la fase Beta è partita ed è possibile scaricare ed acquistare il gioco al link che ho fornito nell’articolo. Ancora non c’è una data precisa per la release al pubblico. Stay Tuned!

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