Nanni Moretti denunciato per “Habemus Papam”

Un sito cattolico, Pontifex, ha denunciato Nanni Moretti per aver “oltraggiato” il Papa.

Certamente il regista non poteva chiedere una pubblicità migliore. Ma lo capiscono che così fanno solo il suo gioco? Mah. Come dimenticare tutto il polverone contro il “Codice da Vinci”? Dan Brown sta ancora ringraziando per tutti gli incassi che gli sono arrivati grazie alle critiche dei cattolici. Certe cose rasentano l’oscurantismo, al di là di chi ha ragione e chi ha torto.

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Licenze Open-source, forse troppo “open”?

Consiglio a tutti quelli che sono interessati alla questione delle Licenze Open-Source o meno la lettura di questo articolo di ICTLEX.

Esso analizza il valore legale delle licenze “libere” GPL, in base ad una sentenza del giudice per le indagini preliminari di Bolzano. Senza una firma scritta di accetazione, si è davvero legati a rispettare una Licenza?

Buona lettura.

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No ai filtri P2P dalla Corte Europea? Falso, per adesso

Gira sulla rete la notizia che la Corte di Giustizia Europea abbia vietato l’uso di filtri da parte dei gestori telefonici (ISP) per quanto riguarda il file-sharing peer-to-peer. Questa notizia, purtroppo, è falsa.

Nessuna decisione è stata presa dalla Corte, ma quello che viene riportato su internet è soltanto un documento d’opinione firmato da un esperto, Cruz Villalón, avvocato generale della Corte, a cui è stato chiesto un parere in merito. Ovviamente l’auspicio di quanti hanno a cuore la questione è che questo parere venga accolto, ma la certezza non si ha ancora.

Secondo l’avvocato, imporre dei filtri ad internet va contro la Carta dei Diritti Fondamentali vigente nell’UE per quanto riguarda la privacy nelle comunicazioni e la protezione dei dati personali. La difesa della proprietà intellettuale non basta, servono leggi chiare e precise che possano regolamentare la materia, senza facili colpi di scure.

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Cosa ci insegna la Storia

A buon intenditor, poche parole:

Una volta raggiunto il potere Hitler e lo NSDAP operarono in tempi brevissimi per ottenere il controllo assoluto dello stato tedesco ed eliminare i partiti politici avversari. Il 27 febbraio1933 scoppiò un devastante incendio presso la sede del Reichstag. I nazisti, alla ricerca di un pretesto per bandire una crociata anti-bolscevica e rendere illegali i partiti della Sinistra, incolparono dell’accaduto i comunisti arrestando i dirigenti del KPD, chiudendone le sedi e vietandone le manifestazioni. L’incendio venne appiccato da uno squilibrato olandese, Marinus van der Lubbe, che in passato aveva avuto contatti con il Partito comunista ma che si rivelò estraneo a complotti.

Hitler colse l’occasione per convincere il Presidente von Hindenburg a firmare un decreto (Reichstagsbrandverordnung, «Decreto dell’incendio del Reichstag») che, di fatto, sospendeva la maggior parte dei diritti umani sanciti dalla costituzione della Repubblica di Weimar. Una successiva integrazione permise l’incarcerazione preventiva per tutti i dirigenti comunisti e coloro che in qualche modo fossero ostili al Partito nazionalsocialista.

In questa nuova e favorevole condizione – con gli avversari politici incarcerati oppure in fuga dalla Germania – Hitler si apprestò a tenere una nuova tornata elettorale per il marzo1933 al fine di raggiungere la maggioranza assoluta al Reichstag e poter così modificare la costituzione. Le elezioni prevedibilmente videro trionfare i partiti della Destra e lo NSDAP ottenne il 43,9% dei voti. Insieme con gli alleati nazionalisti del DNVP i nazisti ottennero una maggioranza parlamentare semplice con il 51.8% dei voti.

Il successivo passo dello NSDAP per l’instaurazione della dittatura (nel quadro di un progetto di Gleichschaltung, normalmente tradotto in «coordinamento») fu l’approvazione del Decreto dei pieni poteri che garantiva ad Hitler ed al suo gabinetto di governo di promulgare leggi, esautorando di fatto il parlamento dal suo ruolo istituzionale. Il decreto progettava di abolire la separazione del potere esecutivo da quello legislativo, uno dei principi basilari della costituzione repubblicana. In quanto tale esso rappresentava un emendamento della costituzione e necessitava di una maggioranza parlamentare di due terzi. La coalizione nazionalsocialista/nazionalista disponeva solamente della maggioranza semplice e Hitler si adoperò per ottenere il supporto del Zentrum cattolico che accettò dopo una serie di garanzie che Hitler fece al suo presidente Ludwig Kaas. I 31 voti del Zentrum, insieme a quelli dei piccoli partiti del ceto medio, quelli dei nazionalisti e quelli dello stesso NSDAP permisero ad Hitler di far approvare il decreto, che fu una delle tappe fondamentali nella privazione dei diritti individuali dei cittadini tedeschi. I partiti della Sinistra ovviamente si opposero al decreto; ma il KPD non poté fare nulla con i suoi dirigenti in carcere. Questo lasciò al solo SPD il compito di opporsi al decreto, ma i suoi voti non furono sufficienti a bloccarne l’approvazione. Per l’opposizione alla volontà di Hitler i socialdemocratici furono il secondo partito tedesco ad essere messo fuorilegge (il 22 giugno) e i dirigenti dell’SPD dovettero ripiegare in esilio a Praga.

Il decreto dei pieni poteri, della durata di quattro anni, dava al governo il potere di promulgare leggi, di stipulare trattati con nazioni straniere e persino di apportare modifiche alla costituzione. Il governo nazista non onorò le promesse fatte ai partiti alleati e rapidamente li mise fuorilegge come già aveva fatto con il partito comunista e quello socialdemocratico. Eliminati tutti i partiti esistenti e promulgata una legge che impediva la creazione di nuovi entro il 14 luglio1933 la Germania diventò uno stato a partito unico. Hitler mantenne formalmente il Reichstag che però servì solo ad avallare le decisioni da lui prese. L’altra camera tedesca, il Reichsrat, venne altresì mantenuta ma perse ogni effettivo potere. I corpi legislativi dei singoli stati seguirono presto lo stesso destino, ed il governo centrale assunse la maggior parte dei poteri sia di governo che legislativi. (fonte: wikipedia)

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Non passa lo straniero? Ecco la “Repubblica Francese”

La Francia blocca le frontiere e non permette ai migranti Nordafricani di passare il confine con l’Italia bloccando il traffico ferroviario da Ventimiglia. Egalité? Fraternité? Si, ma “in culo a te”… Forse questo potrebbe essere uno slogan migliore per l’attuale Repubblica Francese.

Dopo esser stati i primi a supportare Ben Ali in Tunisia, e a bombardare Gheddafi in Libia, adesso i nostri cugini (bah, io non ho cugini allora) chiudono gli occhi di fronte ad un emergenza che, secondo loro, dovremmo gestire da soli.

Sia ben chiaro, non voglio difendere l’operato del Governo italiano, anzi, ma certo è che questi “assist” gratuiti dalla Francia sarebbe meglio non darli a Maroni & Co. Sono già pronti ad inveire contro l’Europa e contro tutti per coprire le inadeguatezze della gestione di Lampedusa e di tutta la questione “immigrati”. E si sa come il popolo leghista si compiaccia dell’avere un nemico su cui sfogare le proprie ire.

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