LulzStorm fa chiarezza sull’attacco alle università

Con un tweet apparso poco fa, la crew di LulzStorm ha ribadito alcuni concetti chiave pochi giorni dopo il rilascio dei file riguardanti le università italiane. E’ stato diramato una sorta di “comunicato stampa” di cui vi fornisco la traduzione.

Un saluto a tutti, signori.

Come prima cosa, vogliamo chiarire a tutti che NON siamo parte di Anonymous. Non siamo nemmeno LulzSec. Condividiamo molte idee, ma non siamo nessuno di loro. Ed infatti, non ci piacciono alcune azioni intraprese da LulzSecITA: attaccare tramite DDoS dei siti a caso non aiuta la nostra battaglia, e speriamo che ci sia una più accurata selezione dei prossimi bersagli.

Ad ogni modo, questo non è il posto giusto per discuterne.

Abbiamo letto molte cose sui media e sui blog italiani e ci piacerebbe rispondere all’ovvia domanda sul nostro ultimo rilascio: Perché?

La risposta è semplice: l’abbiamo fatto per dimostrare ad ogni studente italiano quanto siano insicuri i loro dati. “Sql injections” ovunque, password in chiaro. Sapete cosa significa? Non è solo come lasciare la porta di casa propria aperta a chiunque, ma è come affiggere sopra la porta un cartello con su scritto: “Entrate qui!”. E se dopo di questo la gente si è affrettata a dichiarare che i loro server non sono stati compromessi, negando l’evidenza, queste sono solo altre grasse risate per noi.

Abbiamo sentito alcune storie divertenti sui media italiani. Storie molto divertenti, dobbiamo ammettere. La “cyber-war”, la promessa che questo sia “solo l’inizio”, blah blah blah. Non abbiamo pronunciato una sola parola dal rilascio del materiale: è tutta pura invenzione degli editori.

 

Se volete sentirci, seguite @LulzStorm su Twitter.

LulzStorm NON è Anonymous.

LulzStorm NON è LulzSec/LulzSecITA

LulzStorm è… LulzStorm!

Arrivederci al prossimo rilascio, signori

LulzStorm prende dunque le distanze dai “colleghi” italiani di LulzSec. Certo è che il legame è forte tra i due gruppi, nonostante queste divergenze di vedute. I “Sec” chiamano sempre gli “Storm” amici. Forse un’amicizia non ricambiata appieno, ma che comunque dà i suoi frutti.

LulzSecITA aveva in effetti minacciato che l’attacco alle Università italiane fosse solo l’inizio di qualcosa di più grande, mentre invece LulzStorm frena i “cugini” e invita ad una maggiore riflessione. Staremo a vedere.

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Come vedere i post di Facebook su Google+

Non è una cosa che mi interessa, ma credo che a molti farebbe comodo: visualizzare la home di Facebook dentro il nuovo Google+.

Il sito crossrider.com è riuscito nell’intento di integrare i due social network in modo molto semplice ed intuitivo. Basta visitare questo link e subito si potrà provare questa nuova funzionalità. Brutte notizie per chi (ancora) usa Internet Explorer: al momento il prodotto di crossrider.com si può utilizzare solo con Firefox e Chrome. Il problema è dato da questioni di sicurezza nell’utilizzo del protocollo https:// anche se si dovrebbe trovare in futuro una soluzione a questa “issue”.

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Google+: prime impressioni dopo l’utilizzo

Oggi è stato il grande giorno: mi sono registrato al nuovo servizio di BigG: Google+. Questo nuovo social network è in pieno stile Google: grafica ridotta all’osso, funzionalità noob-friendly e quella ventata di novità che solo alcuni prodotti di Google sanno dare.

Positiva l’organizzazione degli amici in “Cerchie”, molto più intuitiva delle “Liste” di Facebook. Positivissimo il sistema di “Follow e Followers” sicuramente ispirato a Twitter, che evita le noiosissime “Richieste di amicizia”. Per il resto, fa il suo dovere: notifiche organizzate benissimo, supporto alle immagini animate .gif, ed incredibile facilità di utilizzo. E’ ancora un po’ “rozzo” ma promette benissimo, considerando che è ancora in fase di “beta-testing allargato”.

Sicuramente la fase “ad inviti” terminerà presto, anzi, se ne avete bisogno lasciate un commento e cercherò di farvelo arrivare.

Quello che mi auguro è che riesca a sconfiggere l’alleanza Facebook-Microsoft (via Skype) sul mercato, ormai consolidato, dei social networks.

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Un nuovo stato: Il Sudan del Sud

Oggi festeggia per la prima volta la sua indipendenza il Sudan del Sud, il 193° Stato (ufficialmente riconosciuto) del mondo.

Nei giorni 915 gennaio2011 i cittadini del Sud Sudan hanno deciso con un referendum se secedere dal resto del Sudan e dichiarare l’indipendenza della nazione. L’affluenza è stata elevatissima, essendosi recati alle urne oltre il 96% degli aventi diritto. Il successivo 30 gennaio, i risultati hanno mostrato come la popolazione sia nettamente a favore dell’indipendenza (98,81%)[3]. Per votare a favore dell’indipendenza, molti sudanesi del Sud, residenti al Nord sono tornati in patria recandosi alle urne.

A seguito dei risultati, il 9 luglio2011 il Sud Sudan[4][5]è diventato uno stato pienamente indipendente, anche se permangono alcune controversie con il Nord, quali la ripartizione dei proventi del petrolio i cui giacimenti si trovano all’80% nel Sud Sudan: questo potrebbe rappresentare un incredibile potenziale economico in un’area fra le più povere al mondo. La regione di Abyei rimane ancora disputata fra Nord e Sud, e lì si dovrebbe tenere un referendum nel corso del 2011 per decidere a quale dei due stati appartenere[6]. fonte:wikipedia

Welcome aboard, South Sudan!

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Come investire il denaro pubblico

Il costo totale del Programma “Space Shuttle” (30 anni di onorata carriera) si aggira intorno ai 196 miliardi di dollari. Non male, se si pensa che il governo USA ha sganciato ben 182 miliardi di dollari per salvare il colosso bancario AIG (sponsor del Manchester United).

Quale delle due spese ha giovato di più all’umanità? Intelligenti pauca.

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