Mai assisi

Posted by on 12 agosto 2013

Sono appena tornato da una bella esperienza di pellegrinaggio sul “Cammino” di Assisi. Un’esperienza sicuramente diversa dal mio Cammino appena trascorso in Spagna, ma non per questo meno significativa.

L’enorme differenza è stata il non essere più solo: una grande gioia ed un grande entusiasmo mi hanno investito nel ritrovare la mia comunità di Rover, arricchita dall’Interclan “Aquile alle alte vette” che raggruppa Bari, Bitonto e Molfetta. La cosa mi ha un po’ stordito, ad essere sinceri. Purtroppo a camminare da solo per tanti giorni sono diventato un pellegrino-bestia, una specie di macchina che vive della meta e aspetta solo di macinare i chilometri che lo separano dal punto di arrivo. Non significa essere veloci (non lo sono mai stato): significa essere determinati a vivere la strada in modo intenso ed emotivo, aiutato dalla fatica. L’unico vero ristoro è quello che si trova nella doccia a fine tappa.

Reinserirmi in un contesto sociale, limitatamente al pellegrinaggio, non è stato facile per me. Sono stato spesso combattuto e capisco di essermi comportato a volte come un corpo estraneo. Certo, un Rover-Scout ha anche bisogno dei suoi momenti di solitudine autentica per vivere la propria Strada in modo genuino. Per questo mi dispiace se questo mio comportamento può aver infastidito qualcuno.

D’altro canto, quando si è stati insieme, ho cercato di condividere il mio entusiasmo dilagante per essere ancora una volta un pellegrino. Ho conosciuto nuovi Rover, ho passato un po’ di tempo con quelli del “mio” Clan e ho rotto i coglioni un po’ a tutti. A volte ho fatto un po’ da traino quando il morale iniziava a diventare pericolosamente basso, grazie alla freschezza d’animo e alla sicurezza che ho avuto in regalo dalla mia precedente esperienza spagnola.

Incontrare Francesco ad Assisi, infine, è sempre sconvolgente. Si viene travolti dal vigore e dall’attualità della sua testimonianza. Poco importa se si è credenti oppure no. La vita di Francesco non può lasciare indifferenti. Essa è un grande esempio e fa sentire a tutti il bisogno di non essere “mai assisi”, mai adagiati su una vita pericolosamente borghese e vuota. La vera rivoluzione, in questo caso, parte dal tuo animo e dal tuo modo di pensare. Tutto ciò che è all’esterno di te stesso diventa obbiettivo di cambiamento solo se si è cambiati sé stessi e si riesce ad essere testimoni coerenti con il proprio esempio.

Ritorno in città nuovamente determinato, con un altro mattoncino nel muro che mi protegge dalla pochezza della routine quotidiana.

E se posso aver aiutato a riparare lo stesso muro a qualche mio fratello, allora questo Cammino ha avuto davvero un senso.

 

Vecchio scarpone, d’ogni emozione

Vinci la tentazione:

Finché nel cuor c’è gioventù,

Non si resiste più.

 

E ora, si va.

  • ilmondodisilvestro.blogspot.it

    Dev’essere stata davvero una bella esperienza, invidio un po il tuo spirito di adattamento che questo tipo di esperienza comporta, certo la tua esperienza scout ti aiuta, ma io forse non sarei in grado di fare questo tipo di cose. Grande Alessio!

    • Grazie mille Silvestro! E’ stata sicuramente una bellissima esperienza. Queste sono cose che tutti possono (o devono?) fare. Per cui non ti preoccupare troppo, prepara lo zaino e parti! 😀