Sei un pirata

Posted by on 24 febbraio 2013

Do what you want, ‘cause a Pirate is free.

Ripetersi per dieci ore “Fai quello che vuoi, perché un pirata è libero” può non risultare un esercizio inutile. Ok, ammetto che il video è ipnotico e ti fa uscire fuori di testa, ma, nella sua banalità, anche questa canzonetta da Disney Channel può indurre una riflessione.

Il nostro mondo spesso ci fa sentire costretti a fare qualcosa. Circostanze, persone, lavoro, studio. Ce n’è per tutti i gusti. Una delle frasi che diciamo più spesso è «Vorrei, ma non posso». Tralasciando le ovvietà, come il mio desiderio irrealizzabile di avere una collezione di auto d’epoca, posso affermare con ragionevole certezza che a mancare, come sempre, è la volontà di fare qualcosa.

Ogni uomo è il comandante della propria nave, che solca l’oceano della vita. Ogni uomo decide quale bandiera issare sull’albero maestro, e quale rotta intraprendere.

C’è chi ha una nave commerciale e soppesa ogni azione in base ad un eventuale ritorno economico. Per lui ogni azione è in realtà un investimento. Misura la sua vita come se fosse un banale “Return on Investment”. Si inorgoglisce dei frutti del proprio lavoro. Cerca il rapporto umano per assicurarsi un prezzo scontato d’acquisto, oppure un cliente fedele. E’ uno di quei personaggi che “si è fatto tutto da solo” ed è avido di ciò che è riuscito ad accumulare perché tutti potrebbero avere successo come lui: se non lo fanno sono dei perdenti.

C’è chi ha uno yacht e si gode il suo benessere. Relax, compagnia di livello, buon cibo, buon vino. Un privilegiato, uno che non si preoccupa di una eventuale tempesta perché ha già chi se ne preoccupa per lui. Un filantropo, una persona che non cerca e non dà fastidio. Ha il gusto del bello, non è mai fuori luogo e sa intrattenere una conversazione anche con chi non gli va a genio. E’ molto fragile se lasciato solo tuttavia. Se chi lo circonda lo abbandona, è finito. Per questo si pone l’obiettivo di essere sempre ben voluto da tutti.

C’è chi ha un veloce catamarano, e rende la propria vita un’eterna competizione contro un leale avversario o contro sé stesso. Ama le sfide, cerca l’avventura, parte da solo e sa di poter contare solo sulle proprie forze. Accetta il rischio e lo affronta. Anche lui è orgoglioso dei suoi risultati. Questi risultati tuttavia lo spingono a cercare sempre qualcosa di più estremo, di più clamoroso. E’ la punta di diamante dell’umanità. Fissa il limite umano. Spesso, purtroppo, questo anelito lo brucia. La stima nei suoi confronti, tuttavia, rimane imperitura.

C’è chi ha una corazzata, e si reputa inaffondabile. Tonnellate di acciaio e cannoni di grosso calibro proteggono il comandante. Nessun altra nave può colpirlo in modo decisivo se non con una lunga azione in cui accetta di subire grosse perdite. Grande pianificatore, deve avere sempre tutto sotto controllo. Il suo tallone d’Achille può essere infatti un evento inaspettato, come un attacco a sorpresa di aerosiluranti o di una flottiglia di agili incrociatori. Sa dunque prendere decisioni, anche intelligenti e importanti, ma se messo sotto pressione improvvisa può capitolare senza opporre resistenza.

C’è chi ha un sottomarino, e vive nascosto. Lupo solitario, indipendente, lontano da occhi indiscreti e compagnie indesiderate. I suoi agguati, se non adeguatamente corrisposti, sanno essere fulminei e fatali. Cerca di affrontare qualcuno solo se costretto, isolato, e da una posizione di forza. Altrimenti può benissimo rimandare lo scontro fino a quando le condizioni iniziali non saranno a suo favore.

Infine, c’è chi decide di diventare un pirata. Abbandona ogni logica di sottomissione a qualunque tipo di autorità. Esistono solo la nave, il mare, e il bottino. Tutto ciò che si frappone tra lui e questi tre elementi, diventa un nemico. Libertà assoluta. Poter di decidere di seguire qualunque rotta. Si può romanticamente intendere come una ricerca della verità. Non si può conoscere la verità se costretti in ginocchio, se non si è liberi. Ed è qui che la volontà di arrivare a questa verità gioca un ruolo fondamentale. Un uomo diventa pirata per scelta, non per costrizione. Decide di abbandonare ogni certezza perché vuole farlo. Affrontare altre navi, depredarle, vincere ogni scontro è il destino che si è scelto. La volontà di fare qualcosa, contro ogni imposizione esterna, ricarica le sue batterie. Sa bene che vuole quel bottino, e se lo va a prendere. Non ci sono scuse. O il bottino, o la morte.

Fai quello che vuoi, perché un pirata è libero. Sei un pirata.