A Game of Sthrones

Posted by on 27 febbraio 2013

Stamattina mi è successo qualcosa che ha dell’incredibile. Vi racconto brevemente:

Appena sceso a Ferrara – Stazione di: Ferrara – mi sono incamminato come mio solito verso il Dipartimento per poter lavorare alla tesi (o quanto meno far finta di lavorarci). Vedo tanta gente con l’ombrello e quindi, prima di uscire, mi fermo un attimo a frugare nello zaino per trovare il mio piccolo ombrello rotto e inutile.

Mentre sono impegnato a spostare cavi, mouse, quaderni, fodero degli occhiali, e tutto quello che si può trovare in uno zaino, noto con la coda dell’occhio una vecchietta che mi si avvicina e mi guarda con insistenza. Alzo la testa e incrociamo lo sguardo per un paio di secondi.

«E quest mo che vòl?» è stato il mio primo pensiero. Ve lo dico subito cosa voleva quella vecchietta.

Fingendo di ignorarla torno a cercare il mio dannato ombrello, quando lei fa un passo verso di me e mi dice: «So bene chi sei tu. E tu sai chi sono io, non è vero?»

Un secondo di imbarazzo da parte mia, rotto dal suo urlo: «TU SEI UNO STRONZO! Ma di quelli alti e lunghi! Uno stronzo!». Sfogata la sua rabbia, si gira e se ne va.

Nel frattempo la mia faccia era diventata un’espressione a metà tra il “What the fuck?” e la Poker-Face. Inevitabilmente la scenetta ha focalizzato l’attenzione di tre ragazze che erano ferme vicino a me. Mi hanno guardato con aria interrogativa, ma non più interrogativa della mia, immagino. Ci sono rimasto davvero di sasso.

Forse ho solo incontrato un Oracolo. Forse è il Signore che mi parla. Non lo so. Ho solo avuto una sibillina conferma al fatto che può succedermi di tutto, ma lo Stronzo sono sempre io.