Inserire un titolo – Episodio II

Posted by on 10 settembre 2012

Chi aveva davanti? Com’era fatto il suo nemico? Se non si trovasse dall’altra parte del campo, magari potrebbero essere buoni amici. Commilitoni, colleghi, fratelli. Non ha mai capito perché un uomo debba avere dei nemici. Perché c’è sempre odio verso il prossimo. Perché nasce l’invidia. Non è semplicemente la domanda che si ponevano i filosofi sull’esistenza del Male. Lui si chiedeva perché dovesse esistere il “Male tra gli uomini”, questo odio tra esemplari della stessa specie una volta che viene a mancare la spinta evolutiva alla sopravvivenza come accade in società.

Non è il giovane leone che ammazza i cuccioli del vecchio capo appena sconfitto per affermare la sua supremazia. L’uomo è come Crono, che divora i suoi stessi figli per paura che possano detronizzarlo così come lui ha fatto con suo padre. Egoismo e arroganza. Sono queste due caratteristiche prettamente umane che rappresenteranno la Fine di tutto ciò che conosciamo. Ne è convinto.

Per questo teme che, in realtà, il vero nemico sia quello che trova quando si mette davanti allo specchio. Riuscire a vincere la battaglia contro sé stessi è la conditio sine qua non si ha la possibilità di battere l’avversario. La paura tuttavia rimane. Prima dello scontro supremo tutti provano quel brivido di adrenalina e frenetico stato mentale che apre la strada ad una spaventosa freddezza e capacità di concentrazione. Si continua ad avere paura, ma quel sentimento è sopraffatto da uno straordinario spirito di sopravvivenza che ti mantiene a galla anche quando tutto sembra presagire il più nefasto dei naufragi.

La disciplina e l’addestramento possono aiutare, ma nulla può sostituire l’esperienza e le ferite passate. Ad ogni sguardo che concedi loro, ti ricordano di quella volta in cui ci è mancato davvero poco, in cui sei finito così pericolosamente sull’orlo del baratro. E’ stata fortuna, o semplicemente non sei stato ancora più sfortunato? La prima risposta ti porta a rischiare di meno, la seconda ti lascia la possibilità di osare ancora un po’, di portare avanti un metro alla volta il limite che credevi esistere tra imperizia e cattiva sorte.

Non c’è coraggio nell’osare quando non si hanno altre opportunità. Se ci si ritrova con le spalle al muro, vuol dire che probabilmente si è sbagliato qualcosa in precedenza e ormai sei spacciato. Per questo è sempre sceso in campo quando aveva anche la possibilità di salvare la pelle. Bisogna sempre avere qualcosa da perdere, così da avere la facoltà di decidere ed essere convinti della propria scelta.