E’ impossibile stare fermi

Posted by on 28 maggio 2012

Il chiostro di Via Mortara, di fronte si può vedere l'ala dove sono presenti gli uffici di ER-GO, sgomberati dopo il sisma del 20 Maggio

Cari lettori, scusatemi il periodo di inattività sul blog, ma sono successe un po’ di cose.

Sicuramente quella più brutta e sconvolgente è stata la scarica di scosse registrate dalla notte tra il 19 e il 20 Maggio in poi. Ero a Modena quella notte, ed ora sono di nuovo a Ferrara dopo aver approfittato della generosa ospitalità di un mio caro amico e di miei zii.

Vorrei dedicare un pensiero a quanti hanno perso la vita o la casa in questo disastro, ai loro parenti e amici, che trovino la forza di ricominciare anche se sarà difficile tornare alla normalità, anche solo con la testa.

Nel frattempo ho avuto uno spiacevole scambio di email con un dirigente di ER-GO, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della regione Emilia-Romagna. Come ben sapete, sono vincitore (secondo regolare concorso) di un alloggio presso una residenza universitaria di proprietà di ER-GO. Tornato a Ferrara il pomeriggio di Domenica 20 Maggio, mi sono subito mosso per avere informazioni sullo stato della mia stanza, allarmato dalla mancanza di comunicazione da parte dei vertici ferraresi di ER-GO.

Nei giorni successivi c’è stato il silenzio più totale, non mi è arrivata una chiamata, non ho visto una comunicazione in residenza, non mi è arrivata una mail. Ho deciso ancora di prendere l’iniziativa e di mandare una mail ad uno dei dirigenti ER-GO:

Buongiorno,

le scrivo per chiederle chiarimenti sullo stato della residenza “Mortara” dove sono alloggiato. A partire da domenica, non ho ricevuto da lei nessuna comunicazione in merito e sono sinceramente deluso di essere stato così clamorosamente ignorato da “chi-di-dovere”. Sono tornato a Ferrara domenica pomeriggio e ho solo sentito il buon Filippo [uno dei portinai, ndr.] che (almeno lui) mi ha detto che “era tutto a posto”. Non è da Filippo che voglio questo tipo di informazioni, ma dal “padrone di casa”.

Quello che mi preme sapere, tuttavia, è se ci sono documenti consultabili e tracciabili per farmi un’idea sull’agibilità o meno della struttura. Ho sentito che Guido d’Arezzo [altra residenza che fa parte dello stesso edificio di “Mortara”, ndr.] e i vostri uffici [sempre facenti parte della stessa struttura] sono stati sgomberati, mi viene da pensare che anche Mortara sia “a rischio” (essendo parte dello stesso edificio) e mi piacerebbe farmi un’idea personale e documentata dello stato dell’edificio. Credo di averne buon diritto, pagando quasi duecento euro al mese di affitto.

Capisco che la situazione sia “delicata”, ma lo è per tutti, soprattutto per chi deve dormire con un tetto che non ritiene sicuro sulla testa. Mi creda, è davvero difficile prendere sonno in questa situazione. La mancanza almeno di comunicazione in questo caso è, a mio parere, gravissima dato che siete in possesso di tutti i mezzi necessari a farmi pervenire le informazioni che ritengo di dover ricevere da parte di chi ha l’assoluta responsabilità della situazione. Non so quanti altri studenti sono nella mia stessa situazione.

La mail è inviata per conoscenza anche all’indirizzo PEC di Er-GO [risultato inesistente, ndr.] che ho trovato sul sito internet. Mi sembra un atto dovuto di trasparenza.

Sono sorpreso quando dopo pochi minuti ho ricevuto una risposta (mi è capitato di ricevere una risposta dopo settimane, dopo una gentile sollecitazione per email), ma non sono sorpreso della risposta in sé, specchio delle competenze che secondo me possiede il dirigente in questione. Non credo di poter pubblicare la risposta, ma ve la riassumo: domenica ha ammesso di non essere stata in grado di “rincorrere” tutti gli studenti, ma ha ben “sperato” che ci fosse tra tutti gli alloggiati nelle residenze ER-GO di Ferrara un “passaparola”; mi ha poi rassicurato che dei “tecnici” hanno dichiarato la struttura di Mortara agibile (nonostante due ali del chiostro fossero state sgomberate) dopo un paio di sopralluogi; la mail si chiude con la rassicurazione che in caso di inagibilità saremmo stati chiamati, oltre che ad ammettere che “ovviamente” i documenti sull’agibilità non sono disponibili.

Pesantemente incazzato per lo spessore della risposta ricevuta (lasciamo stare lo stile di come è stata scritta la mail), rispondo:

Credo che una mail a tutti gli studenti possa essere un mezzo non immediato ma quanto meno certo di arrivare a destinazione. Con le minacce di multe o provvedimenti funziona sempre benissimo e viene ritenuta “sufficiente”. E credo anche che non debba essere lo studente a prendere l’iniziativa di informarsi, visto che paga per usufruire di un servizio.

Spero inoltre che le strutture ER-GO non si mantengano solo sulle “speranze” dei suoi dirigenti ma anche e soprattutto sulle azioni che questi intraprendono in base alle responsabilità che hanno.

Capitolo documenti: sarei interessato, e credo di averne diritto, a prendere conoscenza diretta di questi documenti anche in caso di “agibilità”. Vorrei sapere chi dichiara la struttura agibile e con quale titolo lo fa. Non condivido inoltre l’uso dell’avverbio “ovviamente” riguardo la non disponibilità di questi documenti: non vedo persone più interessate a possederli (almeno in copia) che il proprietario (e di riflesso, gli inquilini) della struttura esaminata.

Rimango stupito di come sia (a quanto pare) virtualmente impossibile avere accesso con trasparenza e certezza a queste fondamentali informazioni.

Inoltrando la mail anche all’indirizzo info@er-go.it che, almeno questo, sembra esistere. Risultato: nessuna risposta e Vigili del Fuoco verosimilmente in allerta per code di paglia in fiamme.

Mi domando come vengano selezionati i dirigenti di ER-GO se queste sono le loro competenze. Purtroppo tutti noi conosciamo la risposta a questa mia innocua domanda. Questa è l’Italia.