LulzStorm fa chiarezza sull’attacco alle università

Posted by on 10 luglio 2011

Con un tweet apparso poco fa, la crew di LulzStorm ha ribadito alcuni concetti chiave pochi giorni dopo il rilascio dei file riguardanti le università italiane. E’ stato diramato una sorta di “comunicato stampa” di cui vi fornisco la traduzione.

Un saluto a tutti, signori.

Come prima cosa, vogliamo chiarire a tutti che NON siamo parte di Anonymous. Non siamo nemmeno LulzSec. Condividiamo molte idee, ma non siamo nessuno di loro. Ed infatti, non ci piacciono alcune azioni intraprese da LulzSecITA: attaccare tramite DDoS dei siti a caso non aiuta la nostra battaglia, e speriamo che ci sia una più accurata selezione dei prossimi bersagli.

Ad ogni modo, questo non è il posto giusto per discuterne.

Abbiamo letto molte cose sui media e sui blog italiani e ci piacerebbe rispondere all’ovvia domanda sul nostro ultimo rilascio: Perché?

La risposta è semplice: l’abbiamo fatto per dimostrare ad ogni studente italiano quanto siano insicuri i loro dati. “Sql injections” ovunque, password in chiaro. Sapete cosa significa? Non è solo come lasciare la porta di casa propria aperta a chiunque, ma è come affiggere sopra la porta un cartello con su scritto: “Entrate qui!”. E se dopo di questo la gente si è affrettata a dichiarare che i loro server non sono stati compromessi, negando l’evidenza, queste sono solo altre grasse risate per noi.

Abbiamo sentito alcune storie divertenti sui media italiani. Storie molto divertenti, dobbiamo ammettere. La “cyber-war”, la promessa che questo sia “solo l’inizio”, blah blah blah. Non abbiamo pronunciato una sola parola dal rilascio del materiale: è tutta pura invenzione degli editori.

 

Se volete sentirci, seguite @LulzStorm su Twitter.

LulzStorm NON è Anonymous.

LulzStorm NON è LulzSec/LulzSecITA

LulzStorm è… LulzStorm!

Arrivederci al prossimo rilascio, signori

LulzStorm prende dunque le distanze dai “colleghi” italiani di LulzSec. Certo è che il legame è forte tra i due gruppi, nonostante queste divergenze di vedute. I “Sec” chiamano sempre gli “Storm” amici. Forse un’amicizia non ricambiata appieno, ma che comunque dà i suoi frutti.

LulzSecITA aveva in effetti minacciato che l’attacco alle Università italiane fosse solo l’inizio di qualcosa di più grande, mentre invece LulzStorm frena i “cugini” e invita ad una maggiore riflessione. Staremo a vedere.