Pseudo-Mussolini? Pseudo-Sarkozy? Cos’è adesso Berlusconi?

Posted by on 28 aprile 2011

Il Governo si spacca sulla questione libica. Dopo il vertice con Sarkozy, il Premier si è convinto della possibilità di voltare ancora più le spalle al suo amico Gheddafi promettendo l’inzio di “bombardamenti intelligenti” contro il paese nordafricano. Al di là della cazzata dell’intelligenza dei bombardamenti, mi incuriosisce la “deriva” della figura di Berlusconi a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi.

Si è proclamato secondo solo a Napoleone, è sceso in campo dando di sé l’immagine dell’imprenditore infallibile e arricchito grazie al genio del suo lavoro. Si è imposto in politica credendosi forse un “Duce democratico”, elude la Giustizia e negozia con il Vaticano come se egli fosse il Dio reincarnato della Repubblica Italiana.

Cosa rimane di questo personaggio, oggi? I suoi pezzi infranti sul pavimento della villa di Arcore.

E’ stato immerso fino al collo nei recenti scandali sessuali, non riesce più a gestire l’alleato leghista che gli sta ancora parando il culo non si sa per quanto tempo, attacca la magistratura e l’ordinamento dello Stato Italiano sapendo di essere quasi con le spalle al muro e quindi lottando fino alla fine con tutte le forze mediatiche, politiche ed economiche di cui dispone.

Quest’uomo incarna tutti i motivi per cui la democrazia non è la migliore forma di governo disponibile ma, per dirla alla Churchill, la “meno peggiore” che l’uomo abbia trovato. Urge, secondo me, una profonda riflessione politica per un serio riordinamento dello Stato e di tutte le sue componenti, a partire dal Parlamento.

Il problema, però, sono gli attori. Sono stufo di affidare il mio futuro in mano a delle persone della cui onestà ho tutto il diritto di dubitare. C’è bisogno di gente diversa. Questa “ricchezza” è sicuramente presente in Italia, ma non si espone.

Esporsi, impegnarsi, indignarsi dovranno essere le parole d’ordine della nuova generazione di politici che auspico. Se questo non accadrà, le cose continueranno ad andare in questo modo per chissà quanti anni.

Già così ho la brutta impressione che sia “troppo tardi” per cambiare le cose. Soltanto la fame e la miseria potrebbero svegliarci. Fin quando abbiamo la pancia piena e il piatto a tavola, noi Italiani non ci esporremo mai. Contenti noi…