Cosa ci insegna la Storia

Posted by on 18 aprile 2011

A buon intenditor, poche parole:

Una volta raggiunto il potere Hitler e lo NSDAP operarono in tempi brevissimi per ottenere il controllo assoluto dello stato tedesco ed eliminare i partiti politici avversari. Il 27 febbraio1933 scoppiò un devastante incendio presso la sede del Reichstag. I nazisti, alla ricerca di un pretesto per bandire una crociata anti-bolscevica e rendere illegali i partiti della Sinistra, incolparono dell’accaduto i comunisti arrestando i dirigenti del KPD, chiudendone le sedi e vietandone le manifestazioni. L’incendio venne appiccato da uno squilibrato olandese, Marinus van der Lubbe, che in passato aveva avuto contatti con il Partito comunista ma che si rivelò estraneo a complotti.

Hitler colse l’occasione per convincere il Presidente von Hindenburg a firmare un decreto (Reichstagsbrandverordnung, «Decreto dell’incendio del Reichstag») che, di fatto, sospendeva la maggior parte dei diritti umani sanciti dalla costituzione della Repubblica di Weimar. Una successiva integrazione permise l’incarcerazione preventiva per tutti i dirigenti comunisti e coloro che in qualche modo fossero ostili al Partito nazionalsocialista.

In questa nuova e favorevole condizione – con gli avversari politici incarcerati oppure in fuga dalla Germania – Hitler si apprestò a tenere una nuova tornata elettorale per il marzo1933 al fine di raggiungere la maggioranza assoluta al Reichstag e poter così modificare la costituzione. Le elezioni prevedibilmente videro trionfare i partiti della Destra e lo NSDAP ottenne il 43,9% dei voti. Insieme con gli alleati nazionalisti del DNVP i nazisti ottennero una maggioranza parlamentare semplice con il 51.8% dei voti.

Il successivo passo dello NSDAP per l’instaurazione della dittatura (nel quadro di un progetto di Gleichschaltung, normalmente tradotto in «coordinamento») fu l’approvazione del Decreto dei pieni poteri che garantiva ad Hitler ed al suo gabinetto di governo di promulgare leggi, esautorando di fatto il parlamento dal suo ruolo istituzionale. Il decreto progettava di abolire la separazione del potere esecutivo da quello legislativo, uno dei principi basilari della costituzione repubblicana. In quanto tale esso rappresentava un emendamento della costituzione e necessitava di una maggioranza parlamentare di due terzi. La coalizione nazionalsocialista/nazionalista disponeva solamente della maggioranza semplice e Hitler si adoperò per ottenere il supporto del Zentrum cattolico che accettò dopo una serie di garanzie che Hitler fece al suo presidente Ludwig Kaas. I 31 voti del Zentrum, insieme a quelli dei piccoli partiti del ceto medio, quelli dei nazionalisti e quelli dello stesso NSDAP permisero ad Hitler di far approvare il decreto, che fu una delle tappe fondamentali nella privazione dei diritti individuali dei cittadini tedeschi. I partiti della Sinistra ovviamente si opposero al decreto; ma il KPD non poté fare nulla con i suoi dirigenti in carcere. Questo lasciò al solo SPD il compito di opporsi al decreto, ma i suoi voti non furono sufficienti a bloccarne l’approvazione. Per l’opposizione alla volontà di Hitler i socialdemocratici furono il secondo partito tedesco ad essere messo fuorilegge (il 22 giugno) e i dirigenti dell’SPD dovettero ripiegare in esilio a Praga.

Il decreto dei pieni poteri, della durata di quattro anni, dava al governo il potere di promulgare leggi, di stipulare trattati con nazioni straniere e persino di apportare modifiche alla costituzione. Il governo nazista non onorò le promesse fatte ai partiti alleati e rapidamente li mise fuorilegge come già aveva fatto con il partito comunista e quello socialdemocratico. Eliminati tutti i partiti esistenti e promulgata una legge che impediva la creazione di nuovi entro il 14 luglio1933 la Germania diventò uno stato a partito unico. Hitler mantenne formalmente il Reichstag che però servì solo ad avallare le decisioni da lui prese. L’altra camera tedesca, il Reichsrat, venne altresì mantenuta ma perse ogni effettivo potere. I corpi legislativi dei singoli stati seguirono presto lo stesso destino, ed il governo centrale assunse la maggior parte dei poteri sia di governo che legislativi. (fonte: wikipedia)


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